Collochiamo spesso la sedia a dondolo alle due estremità della vita: nell’infanzia e nell’età anziana. E non è un caso: inizio e fine sono i punti in cui il cerchio della nostra esistenza si chiude, nascita e morte sono inscindibilmente legate.
Ecco perchè la sedia a dondolo non è una sedia qualsiasi.
E’ una sedia che ci accompagna nei due momenti di passaggio più importanti della nostra esistenza. Ci tiene la mano, ci culla, ci coccola: il suo dondolìo costante ci porta conforto, ci fa sapere che siamo al sicuro e che l’unico modo di attraversare ciò che ci tocca vivere è abbandonarci ad esso senza opporre resistenza.
Avanti e indietro, avanti e indietro… la sedia a dondolo ha un movimento di continuo ritorno. Che è poi ciò che fa la nostra anima: va e viene per acquisire sempre maggiore consapevolezza.
Ricordo che quando la mia nonna diventò molto anziana, le dissi che l’unica cosa che desideravo mi lasciasse era la sua sedia a dondolo.
Avere in casa una sedia a dondolo non è più di gran moda.
Senz’altro il gusto estetico negli anni cambia. Ma non sarà anche che la sedia a dondolo ci ricorda che prima o poi tutti diventiamo anziani e dobbiamo lasciare questo mondo? E che da anziani forse saremo un po’ deboli, dipendenti dagli altri, che dovremo chiedere aiuto ? E chi vuole più accettare queste fasi della vita!
Con gioia ho però riscontrato che diverse mie sedie a dondolo sono state acquistate da donne in dolce attesa. Un altro momento topico della vita.
Invito chiunque ad avere nella propria casa dopo i cinquant’anni una sedia a dondolo.
Ogni tanto potrebbe sedersi e provarla. Sentire com’è quando l’estate volge all’autunno. Ma sentirlo con amore, serenità, lasciando andare le paure e ogni resistenza.
Sentire che come ci abbandoniamo alla dolce culla della sedia a dondolo, così possiamo scivolare nel grande abbraccio della Vita senza alcun timore.











