Quando ho scoperto la tecnica del whitewash me ne sono subito innamorata.
L’esecuzione non è di per sè particolarmente difficile.
Ma richiede una certa cura e tanta pazienza per evitare che il risultato finale sembri il frutto di una latta di vernice bianca rovesciata per sbaglio su un mobile!
La morte sua è quando avete tra le mani un mobile di legno con una bella grana da lasciare visibile.
Infatti grazie al whitewash si può conciliare la duplice esigenza: non perdere il fascino delle venature del legno e dare un tocco di bianco.
Così è stato per Arturo, un cassettone dei primi del 900 fatto a mano, che ho scovato in una cascina (avete presente quelle piene di fascino di una volta?).
Questo mobile mi ha subito conquistato per il suo aspetto così solido e sobrio, elegante ma senza fronzoli.
Le maniglie e le serrature originali hanno un disegno armonioso.
Qui si vede bene un dettaglio ravvicinato del whitewash.
E questo è Arturo prima della cura, appena arrivato a casa di Shabbylife.
Un grazie speciale a Paola che ha accolto a braccia aperte Arturo nella sua nuova casa!!!











