Pendo dal tuo soffitto, sono un testimone silenzioso ma assai attento.
Osservo la tua casa e tutto ciò che in essa accade, di giorno e di notte, quando è vuota e quando risuonano voci umane. Guardo tutto dall’alto, come una visione d’insieme, eppure non mi sfugge alcun particolare.
Quando mi annoio attendo il vento che mi culla dolcemente, adoro andare in altalena. Oppure gioco con i raggi del sole che mirano le mie gocce di vetro e proiettano arcobaleni dappertutto. Ho un animo paziente e puro.
Sono il fulcro della stanza, il re incontrastato del soffitto, unico ad avervi diritto di residenza.
Sorveglio e illumino anche i tuoi momenti più bui. Sento la responsabilità di questa missione, ecco perchè a volte posso sembrare un po’ impettito.
Ogni tanto rivolgimi uno sguardo. Anche se mi conosci – o pensi di conoscermi. Anche se mi hai già visto mille volte e non sono più fonte di meraviglia. Rivolgimi un apprezzamento, un saluto, un riconoscimento.
Perchè come tutti i re, spesso mi sento solo e incompreso.
Il tuo lampadario













