Ci sono mobili che catturano lo sguardo per le loro dimensioni.
E poi ce ne sono altri che, pur essendo piccoli, riescono a farsi notare subito.
È quello che è successo con questa mensolina: piccina, eppure capace di raccontare una storia.
Dopo un inverno trascorso a letto con la gamba ingessata, il ritorno in laboratorio è avvenuto lentamente. Nessuna corsa, nessun progetto ambizioso da affrontare tutto d’un fiato. Solo il desiderio di ricominciare, un passo alla volta.
E forse non è un caso che la rinascita sia partita proprio da un mobile così piccolo.
Perché spesso siamo abituati a pensare che il valore delle cose si misuri in grandezza, visibilità o importanza apparente. Ma chi lavora ogni giorno con mobili dimenticati sa che non è così.
A volte sono proprio i pezzi più semplici a custodire più poesia.




Questa mensolina è arrivata nel mio laboratorio con il fascino delle cose vissute. Una struttura solida, linee dolci e quel carattere autentico che il tempo riesce a regalare solo agli oggetti che hanno già attraversato molte stagioni.
Mentre la osservavo, cercavo di immaginare la sua prossima vita.
Ho scelto un delicato verde acqua e una decorazione floreale dai toni romantici, capace di evocare giardini inglesi, rose antiche e pomeriggi trascorsi a sorseggiare tè in compagnia di un buon libro.
Mentre lavoravo a questa mensolina, nella mia mente prendeva forma un’immagine molto precisa.
La immaginavo appesa alle pareti del mio cottage del cuore.
Un luogo che esiste forse più nei sogni che nella realtà, con pavimenti in legno consumati dal tempo, tende mosse da una brezza leggera.
La vedevo custodire tazze di porcellana, una piccola lattiera bianca, qualche libro amato e quelle cose semplici che rendono una casa davvero nostra.
A volte basta un piccolo progetto, qualche pennellata, il profumo della vernice e la voglia di credere ancora nelle seconde possibilità.
Per i mobili.
E, ogni tanto, anche per noi stessi. ✨






