12 settembre 2012

Lezioni di vita randagia.

Lezioni di vita randagia di Susan Wilson - ed. Piemme.


Questo libro ha dato una lezione anche a me, mantenendo in pieno la promessa del titolo.
Una lezione di umiltà e profonda umanità.

Nelle pieghe della nostra mente e dell'animo nessuna esperienza va perduta: nè le più gratificanti nè le più tremende.
I fantasmi del passato vanno lasciati andare se vogliamo protendere la mano verso un futuro sano. Ma non possiamo far questo se prima non abbiamo elaborato i nostri temi.
Elaborare significa soffrire. Non ci sono scorciatoie. Nè sconti.

Il dolore, nella nostra cultura, ha sempre e solo un'accezione negativa. Chi, potendo, non vorrebbe evitarlo?


"Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Tuttavia non sia fatta la mia, ma la tua volontà".
Come riassumere meglio il senso della vita?
Sofferenza e accettazione.

Che destino gramo, verrebbe da pensare.
Tutt'altro. La visione miope del dolore non contempla mai il dopo. Ci sono fasi dell'esistenza che assomigliano a corridoi bui e stretti: se non hai il coraggio e la forza di passarci in mezzo non potrai mai scoprire cosa c'è oltre.
A volte, poi, non ti è dato scegliere: la vita ti spinge anche lì dove proprio non volevi andare.
Più resisti più soffri e non afferri il senso dell'occasione che ti viene offerta.
La resa è l'unica via per ritrovare se stessi.

Questo accade al protagonista del libro.
Complice un improbabile amico a quattro zampe che diventa il simbolo del risveglio dell'Amore.
Poco importa da dove iniziamo a riscoprire che il mondo ci offre occasioni di amare dietro ad ogni angolo: l'importante è iniziare. Stappare i condotti ostruiti. Arieggiare il cuore ammuffito. Aprirsi agli altri.

Un libro che scuote e commuove.
Un libro pieno di speranza. Di nuove possibilità. Di rinascite.

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