24 marzo 2012

Fiera del libro per ragazzi a Bologna

fiera bologna La mia prima volta alla fiera internazionale del libro per ragazzi a Bologna.
Adoro leggere, scrivere, mi piaccioni i libri come oggetti e come compagnia domestica (sono un po' i gatti che non posso avere, visto che sono allergica...).
Sto scrivendo - insieme a un'amica - un libro per ragazzi.
Quele posto migliore, per me, in tutto il mondo in questo lunedì 19 marzo 2012?
Sono eccitata, elettrica, felice e un po' emozionata. Mi metto il vestito buono, sono una scolaretta al suo primo giorno di scuola.



Io e l'amica-co-autrice abbiamo portato le cartelline con tanto di sinossi, presentazione del progetto e una parte del materiale già scritto.
Si dice in giro - e si legge sul web - che la fiera sia un po' il Paese delle Meraviglie per tutte noi piccole Alici che sognamo un posto per le nostre creature negli scaffali delle librerie.
Tradotto: si sussurra che in fiera le case editrici incontrino autori e illustratori.Ingresso: 25 euro per un giorno. Ma non era una fiera riservata agli operatori di settore?
Ci guardiamo intorno cercando i nomi di riferimento dell'editoria per ragazzi. Un padiglione, due padiglioni, tre padiglioni....solo editori stranieri che sono venuti qui per vendere i diritti dei libri che hanno a catalogo. Gironzoliamo per stand semi-deserti. Qualcuno si avvicina:

"Salve, siete distributori?" (in english)
"Ehm....no, veramente siamo autrici" (NOI)
"Aaaahhhhhh....." (in english ma tanto è lo stesso pure in italian. Qui ciò che conta è l'espressione a metà tra lo sconforto - per loro - e la compassione - per noi)
FINE DELLA CONVERSAZIONE

Incrociamo lo sguardo smarrito di un visitatore, un altro autore-illustratore in cerca di sponsor:

"Scusate, ma dove sono gli editori italiani?" (lui)
"Boh, li stiamo cercando anche noi da stamattina."RAPIDO SCAMBIO DI OCCHIATE STRANITE-DEMORALIZZATE
"Buona fortuna..."
"Pure a te".

Stremate e stupite facciamo pausa in un bar interno alla fiera.
1 spremuta 4 euro + 1 mela 1,50 euro
A casa mia ci compravo un albero da frutto...

Con sano e rinvigorente succo di frutta che ci scorre nelle vene, ripartiamo.
Eccoli lì, miraggio:
Mondadori, Einaudi, Lapis, Feltrinelli, Giunti....allora c'è qualche compatriota!!!
Son quattro gatti ma mi scaldano il cuore: mi pareva di stare a Venezia ad agosto...
Lapis"Mi spiace, l'editor non c'è, arriverà domani".Ma qualcuno poteva avvertirlo che la fiera iniziava oggi?
Feltrinelli"Non riceviamo in fiera e non accettiamo la spedizione di manoscritti"Wow, grazie, troppo disponibile!
Giunti"Mandate il cartaceo alla redazione"Ma va? E che ci son venuta a fare qui?
Mondadori"In fiera non incontriamo gli autori"E scusa, quando cavolo è che li incontrate allora?

Assistiamo a molte scene simili. Illustratori sepolti dietro a immense cartelle sfilano mogi senza riuscire ad ammortizzare i "Mi spiace, non riceviamo".Quanto meno noi non abbiamo dovuto trascinarci dietro una mega cartella...

Siamo in tanti...tantissimi anzi a condividere la sorte di invisibili sognatori nel crudele mondo del libro per ragazzi.
Usciamo dalla fiera, per fortuna c'è il sole - fuori.
Mi sento amareggiata. Disillusa. Un po' presa per il culo.
Sono una stupida Alice romantica che ancora accarezza le copertine e annusa le pagine per sentire quell'inconfondibile profumo di stampa, di sudore, di vittoria, di amore, quel frammento di anima che c'è in tanti libri.

Ma questo non è il Paese delle Meraviglie.E' il desolato e cinico regno del business dell'editoria. Quante copie. Quale marketing. Quanto margine.
Numeri, cifre, ordini, bilanci...non versi, parole, rime.
PR, non incontri che ti cambiano la vita.

Un'altra casta.Chiusa. Impermeabile. Fredda. Cinica. Vecchia. Annoiata.

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