13 febbraio 2012

Un libro cicatrice

Venuto al mondo di Margaret Mazzantini, ed. Mondadori

Per scelta non parlerò della trama di nessuno dei libri di cui scriverò in questo blog.
Primo: perchè togliere la sorpresa al lettore? che crudeltà senza senso è questa?
Secondo: ho constatato, negli anni, che le trame dei libri me le dimentico puntualmente. Ciò che mi resta invece impresso a fuoco sono gli stati d'animo, le atmosfere. Quello che un libro riesce a muovere dentro all'anima di chi lo legge, è per me la misura del suo essere o meno una lettura che vale.

Ci sono libri che assomigliano a cicatrici. 
Si rimarginano ma non scompaiono più. 
La tua pelle ne risulta marchiata, modificata.
"Venuto al mondo", per me, è uno di questi.

Se mi offrissero di reincarnarmi con l'obiettivo di fare ciò che davvero avrei voluto, credo che sceglierei il corpo di Margaret Mazzantini.
Che è pure una bellissima donna, ma non per questo.
Amo la sua scrittura come poche altre al mondo. 
Lei scrive come io vorrei saper scrivere.

Il suo stile - inconfondibilmente semplice, elegante e diretto - è tutt'uno con le emozioni che crea. Letteralmente ti prende per le viscere e ti trasporta dentro, proprio lì dove l'emozione nasce e si sviluppa. Non te la fa guardare da fuori. Ti porta lì dove le cose stanno accadendo.
Nel cuore, nella pancia, nello stomaco. E' una dimensione fisica forte, quasi primordiale, che usa la parola come gancio traino per trascinarti in un viaggio profondo, spesso oscuro.
Mai leccata, mai finta. Margaret ha il dono del coraggio, di mostrare tutto ciò che c'è senza filtri.
Nessuno può restare indifferente.
Forse può soffrire di fastidio chi non è avvezzo a simili peregrinazioni che ti "sbudellano" nel vero senso della parola. 
Chi ama la lettura leggera, da svago, indossi una corona d'aglio prima di avvicinarsi ad un libro della Mazzantini.

I personaggi di Venuto al mondo sono nati per davvero. Così densi di umanità e di verità da sembrare più reali di tante piatte persone che conosco.

Al centro di tutto, l'eterna dicotomia dell'animo umano.
Da un lato la fragilità. Che nel libro diventa dipendenza, menzogna, guerra, paura.
Dall'altro la forza. Che si riverbera nella speranza, nella volontà, nella maternità, nell'amore.

Un libro potente come pochi.


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