12 febbraio 2012

Mangia, prega e ama

Mangia, prega e ama di Elizabeth Gilbert, ed. Rizzoli

Non so voi, ma io di solito mi rifiuto di leggere un libro dopo aver visto il film da cui è tratto.
Ancor più se il film mi è piaciuto.
Intendiamoci: il film con Julia Roberts non è un capolavoro, e nemmeno uno di quelli di cui ti compri il dvd anche se non va più di moda, tanto per avercelo lì perchè ti ha colpito dritto al cuore facendoti vibrare le budella. Ma mi ha fatto trascorrere un paio d'ore piacevoli, e di questi tempi non è già poco.

Ebbene, il libro mi è venuto a cercare. 
Sapete quando uno di questi birichini mappozzi di carta ti si cacciano proprio lì davanti bloccandoti la strada? chiedendo attenzione? E tu fai finta per un po' di non esserti accorta di loro, giri le spalle, ti allontani girovagando per la libreria ma poi torni lì d'impulso, li prendi in mano e quasi con insofferenza sbraiti: "OK bello, hai vinto tu, ora ti porto a casa"?
Bene. Come prima cosa state tranquilli, non vi serve nè lo psicologo nè l'esorcista: i libri fanno proprio così.


A me è successo - una delle tante volte - proprio con "Mangia, prega e ama" di Elizabeth Gilbert.
Come per il film ve lo anticipo: non è Tolstoi e nemmeno Dante.
Si capisce subito che la cara Elizabeth fa la giornalista: lo stile è fluido, leggero, pulito e piacevole.
Questo libro non ha nulla di trascendente nè di originale. Allora cosa diavolo mi ha colpito?

Che questo libro ha un'anima.
Ha la capacità di intrufolarsi nella nostra vita di soppiatto e depositarci qualcosa senza che ce ne accorgiamo: alcune note emotive, l'umorismo, il senso di ricerca, il desiderio di andare oltre la nostra finitezza, il piacere dei sensi.
Un minestrone, dite?
Si, forse. Ma un gran buon miscuglio di ingredienti.


La morale del libro (secondo me ovviamente)?
Se siamo finiti fuori dal nostro percorso, dalla strada in cui la nostra anima risuona e si sente pienamente appagata, tornare indietro non è facile ma è possibile.
In che modo?
Primo: arrendiamoci alla vita
Secondo: apriamoci al cambiamento.
Terzo: diciamoci la verità.
Quarto: ritorniamo a ciò che ci dà autenticamente piacere.
Qinto: andiamo oltre la paura.

Cara Elizabeth....è un parola!!!!




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