12 febbraio 2012

Lei e lui

Lei e Lui di Andrea De Carlo, ed. Bompiani

Questo libro me lo caccia in mano un giorno qualunque mia sorella con gli occhi sgranati: "Leggilo e poi mi dirai cosa ne pensi".
Oddio!

Già non so cosa pensarne dal principio, visto come tutta la faccenda è cominciata.
Ma faccio uno sforzo e cerco di mettere da parte i preconcetti che già mi si affollano in testa.
Dopotutto mia sorella mi ha dato da leggere anche dei gran bei libri...

Sarò super sintetica.
Visto che se uno mi chiede una cosa io cerco di farla al meglio, tempo dopo le ho mandato questa email:

"Cara sorellina,
eccomi qui, ho letto "LeieLui".

Ho adorato certe descrizioni dei sentimenti, delle situazioni. Magistrale la creazione dei personaggi, sembrano più veri delle persone reali.
Alcuni attimi di sfrugugliamento nell'interiorità di questi personaggi li ho trovati epici, in quanto a sensibilità di cogliere le sfumature e i meccanismi dell'animo umano e bravura assoluta nel descriverli.
Questo aspetto del libro mi ha lasciata completamente ammirata, rapita.

Tutto il resto: un disastro.
Non tanto per la banalità - che tutto sommato potrebbe rispecchiare la vita di tante persone -ma per le conclusioni che l'autore trae o invita a trarre.
Quella vena di "romanticismo" sognante proposta come alternativa alla finzione di una vita vissuta non per sè ma in vetrina per gli altri, è solo l'altro capo verso cui oscilla il pendolo.
Dura poco ma, soprattutto, non è reale, non è autentica, non è vera più dell'altra parte.
E' ben altra cosa l'equilibrio, sono ben altre le profondità che la vita vissuta "pericolosamente" richiede.

E' vero - come De Carlo sostiene -che vivere pienamente non significa altro che vivere conformemente a quello che si è. Cioè imparare ad accettarsi e ad amarsi e smettere di tener su quell'impalcatura sociale su cui investiamo tanta parte delle nostre energie.
Ma mi è parso inaccettabilmente superficiale il modo in cui l'autore ha liquidato la faccenda.
Una fuga al posto di una vera conquista.

Che, nel complesso, rivela una profonda immaturità interiore dell'autore e gli fa perdere l'occasione di un libro veramente memorabile.
Un abbraccio.

Laura"

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